Progetto “Tastiera Facile”

TastieraFacile è un programma che consente a utenti con disabilità visiva di imparare ad usare una tastiera non dotata di linguaggio braille  tramite percorsi didattici scritti da un istruttore.Il percorso guidato è denominato come “lezione” e viene letto tramite un file XML possedente una determinata struttura che permette al programma di estrarre le informazioni da esso per far visualizzare la lezione all’utente. Durante la lezione, l’utente, si deve esercitare inizialmente sulla scrittura di alcuni caratteri, poi su alcune piccole parole composte dai caratteri appena scritti e infine su una frase composta dalle parole scritte nella fase precedente. L’utente può commettere errori di battitura che,  a seconda della modalità di lezione scelta, vengono prontamente segnalati da un feedback audio alla commissione dell’errore oppure corretti al termine della lezione. Le lezioni sono salvate in locale in una specifica cartella oppure possono essere scaricate tramite un database online.Il database online permette di creare una classifica di punteggi in base agli errori commessi nelle lezioni. Così facendo gli utenti sono motivati ad allenarsi per migliorare il punteggio proprio o degli altri giocatori aggiungendo un fine ludico all’allenamento didattico.Il programma prende ausilio di uno screen reader come Jaws che leggendo gli oggetti, cosa viene scritto e cosa viene premuto dall’utente sullo schermo, permette al non vedente di sapere cosa viene visualizzato sullo schermo.Tastiera Facile è stato scritto in linguaggio Java nativo in ambiente di sviluppo NetBeans.TastieraFacile è stato presentato il giorno 8 giugno 2016 in aula magna dell’IIS Tito Sarrocchi in presenza del presidente IRIFOR Siena Massimo Vita e il consigliere nazionale Unione Italiana Cechi e Ipovedenti Elena Ferroni. Erano presenti la maggior parte delle classi di informatica, di elettronica e del liceo scientifico tecnologico che ci hanno rivolto svariate e interessanti domande a cui abbiamo risposto.Il progetto è stato presentato interamente mostrando scopi e difficoltà senza andare nello specifico della programmazione. Gli studenti delle classi partecipanti si sono mostrato molto incuriositi e hanno rivolto molte interessanti domande alla quale io e il collega Matteo Di Fede abbiamo risposto prontamente.  Non sono mancati gli interventi di Massimo Vita ed Elena Ferroni i quali sono sicuramente più qualificati di noi sull’argomento dell’accessibilità per ipovedenti e non vedenti.Durante la presentazione si è cercato di trasmettere un messaggio sociale che coinvolga tutti quanti alla riflessione che un non vedente non è una persona diversa dai noi poiché, nonostante la sua disabilità, può comunque fare ciò che chi ha l’abilità della vista fa tutti giorni, compreso l’utilizzo del computer che è oggi indispensabile in ambito lavorativo e informativo.Grazie alla digitalizzazione dell’informazione e della cultura, spiega Massimo Vita, il non vedente ha un accesso immediato alle informazioni che non aveva prima della digitalizzazione. Negli anni ’80 il non vedente, per leggere un libro, aveva bisogno di cassette audio che leggessero il libro per lui; queste cassette però erano disponibili dopo mesi o anni dopo l’uscita del libro. Con la digitalizzazione delle informazioni, invece, il non vedente può comprare un ebook nel giorno stesso dell’uscita del libro e può leggerlo tramite screen reader rendendo l’informazione immediatamente accessibile.Leonardo Burroni e Matteo Di Fede voglionoinvitare chiunque a sviluppare e implementare l’accessibilità nel proprio sito web o nel proprio programma rendendo utilizzabile da chiunque quel determinato prodotto poiché “accessibilità” non significa necessariamente rinunciare a interfacce grafiche belle, animazioni ed immagini. “Bello e accessibile”.

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